Ci sono luoghi strani in questo mondo, luoghi dove non torneremo mai più, luoghi dove solo una volta, in un preciso giorno, ad una determinata ora, era previsto per noi un incontro, quell’incontro, quello che forse ricorderemo per tutta la vita.
E’ strana la vita!
Da Firenze a Fiesole c’è una bella salita, si lascia la grande città per raggiungere un paesino arroccato in cima ad un bel colle. La strada è bellissima, piena di verde, alberi meravigliosi e offre un panorama indimenticabile. Ad un certo punto, vicino al muro di una casa ci sono due pietre grandi per terra, a bordo strada. Era il 1982, io arrivai in bicicletta proprio lì e decisi di fermarmi perché mi sentivo un po’ stanchino. Dopo neanche 5 minuti, arrivò lei, ancora più stanca di me. Credo di non avere nascosto per nulla il mio stupore nel vederla per la prima volta, anzi adesso che ci penso, vorrei proprio avere una fotografia della mia espressione da stupido, così stupido che lei cominciò a ridere a più non posso.
Come si ride a vent’anni, non si ride mai più nella vita….
Devo aggiungere, che una ragazza bella come lei, non sono mai più riuscito a vederla! Tutto fu, come se avessimo un appuntamento…le due biciclette vicine, e quelle due pietre vicine. Senza indugio, senza malizia, con classe ci sedemmo vicini. Marie Christine, tu mi hai dimenticato? Io no
Oggi, dopo la bellezza di 35 anni trascorsi in fretta, sono tornato a sedermi su quella stessa grande pietra. Incredibilmente la pietra è sempre la stessa, io no.
Da allora è stata una lunga corsa,da un lato piena di imprevisti, di dolori, di delusioni, da un altro lato piena di grandissime soddisfazioni e gioie.
Come possono le persone dimenticare gli altri? Hai condiviso un bel momento della tua vita con una donna o con un uomo, e poi lo dimentichi….cancelli tutto.
Quegli occhi pieni di vita, quelle gambette così magre, quel suo dire: “I soldi non sono la realtà”, quella generosità d’animo, quella positività dei vent’anni, il futuro nello sguardo.
Marie Christine, tu mi hai dimenticato? Io no
Abbiamo trascorso tutta la notte a parlare, poi ci siamo riempiti i polmoni dell’aria di quell’alba maestosa che ricopriva di colori la magica Firenze. Io non riuscivo neanche a guardarti da quanto eri bella, avevo paura di tradirmi.
Ora sono qui seduto su questa stessa pietra, cerco nell’aria un indizio che mi porti da te, sono assalito dalle infinite domande che mi perseguitano: “dove sei? come stai? cosa fai? sei stata fortuna nella vita? sei sempre così bella?”
Arriva un vecchio toscano, mi guarda e mi dice: “C’è una signora che si sedeva sempre lì, non è che è su moglie? Mi alzo, gli stringo la mano, spero che sappia qualcosa. “È da qualche anno che non la vedo” – aggiunge. Gli lascio il mio numero di telefono e la mia mezza banconota da un dollaro. L’altra mezza banconota ce l’ha Marie Christine gli spiego….è un segnale concordato tra di noi, 35 anni fa.
Ritorno sui miei passi, è l’arte di far sognare che conta nella vita, mi viene in mente Chopin, la magia della sua musica e quanto mi ha aiutato. Era dei Pesci, come me.
Forse sono proprio i sogni che ci aiutano a digerire le brutte cose della vita?
Il mio pensiero rimane li , seduto su quella pietra.
Quando ci salutammo, Marie Christine appoggiò la sua mano sulla mia e mi disse: “Tanto io e te ci rivedremo, vedrai…”
Certe persone sono indimenticabili…..