Il mio sentiero da fiaba

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E’ una silenziosa, ombreggiata, misteriosa foresta di larici secolari, attraversata da un sentiero da fiaba che viene tagliato di tanto in tanto dallo scintillio dell’acqua limpida che corre a valle. Due giovani daini mi osservano da lontano, restano immobili per confondersi con la vegetazione circostante, mentre il mio pastore tedesco Stella annusa l’aria, percepisce la loro presenza, ma non riesce a vederli nella profondità confusa da mille rami incrociati tra di loro.
Io oggi mi sento un uomo fortunato perché posso godere di questa meraviglia.
Eppure, tanti anni fa, avrei preferito morire, piuttosto che vivere quella vita che non mi piaceva per nulla. Tutto era così difficile, complicato e pericoloso per il mio fragile sistema nervoso. Ero un ragazzo visionario, sensibile, generoso, ingenuo che per non essere ferito dai modi di alcune persone, fuggiva da tutto e da tutti, affrontando quella solitudine così angosciante e severa che ti assale quando non capisci più cosa sei e cosa vorresti dal mondo.
Nessuno può aiutarti.
Piano – piano ricostruisci te stesso, ricordando cosa ti piaceva quand’eri bambino e cosa invece ti é stato imposto nel corso della vita. E’ necessario riconoscere le cose che non appartengono alla tua natura.
A dieci anni passavo delle ore intere ad osservare i cani di un canile di periferia, preferivo la compagnia della mia amica Patrizia a quella del gruppo di quartiere, amavo già la musica classica e la natura lussureggiante del meraviglioso Appennino Tosco – Emiliano.
Semplicemente, quello ero e quello sono. Tutto ciò che é passato nella mia vita non ha cambiato una virgola della mia personalità. E’ utile avventurarsi nelle varie imprese esistenziali ma é sempre necessario ricordare i limiti imposti dalla propria natura. Se sei onesto ti capiterà di frequentare disonesti ma ti devi sempre ricordare che la tua natura ti impone di essere onesto. Se sei una persona con un’infinita capacità di amare, ti devi ricordare che non sono tutti così, ma devi continuare ad amare alla follia seguendo la tua natura. Se non ami i luoghi affollati, ti capiterà di frequentarli, ma ogni tanto dovrai ricaricare il tuo spirito, magari osservando da solo il tramonto dalla cima di un monte.
Se mi fossi lasciato andare, tanti anni anni fa, oggi non avrei potuto essere così felice nell’ ammirare questa silenziosa, ombreggiata, misteriosa foresta di larici secolari in compagnia di due daini e del mio pastore tedesco Stella.