Scappa, Anna, scappa, non fermarti mai!

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Anna aveva trentacinque anni , era alta un metro e settanta ed aveva i capelli rossi. La sua pelle l’aveva rubata alla Luna , i suoi occhi erano verdi e tristi , il suo viso pieno di lentiggini, che come piccole stelle rosse formavano disegni strani come quelli delle costellazioni che brillano nel cielo di montagna.
Anna era strana. Anna era bella. Anna era sola.
In uno dei miei film preferiti dal titolo “Educazione Siberiana” diretto dal grande Gabriele Salvadores, é lui , il regista che con una rara delicatezza d’animo riesce a descrivere certe persone tra le quali posso tranquillamente annoverare alcuni dei miei amici più cari: “ La gente li chiama matti, pazzi, anormali, solo perché non capisce quello che pensano e dicono. Ma la loro lingua é la lingua di Dio. Per questo noi li chiamiamo << Voluti da Dio >>. E dobbiamo rispettarli, tutti. A nessuno é permesso di toccarli, neanche con un dito; ed é a noi che spetta proteggerli. Anche a costo della nostra vita”.
E’ proprio così! Dannate siano per sempre le persone cattive, ignoranti ed egoiste che approfittano di certe persone buone, indifese, vulnerabili. Quelle persone meravigliose che non arrivano ad immaginare il livello di male e di perfidia che spesso si può nascondere nelle personalità di certi esseri umani. Umani? Anna aveva cercato di vivere la sua vita in una normalità per lei così strana, così complicata, così difficile. Alla fine era scappata dall’assurdo, aveva giocato tutto sul rosso, aveva preso la macchina ed era tornata a casa, lì dov’era nata. Io, chiudendo gli occhi , posso immaginarla, con quella sua espressione tormentata , in quella notte così buia e così ingorda di pensieri, mentre  stava decidendo  di fuggire. Era scappata senza portarsi via niente. Che bel viso aveva Anna. Andavamo di notte a camminare sul mare, parlavamo di tutte le cose che non c’entrano nulla con la realtà. Io e Anna camminavamo sulla Luna. La mia insolita sensibilità mi permetteva di dare un senso ai voli complicati della sua mente, il mio cuore mi concedeva di essere più attratto da quella sua instabilità così affascinante tanto da arrivare al punto di tralasciare quella attrazione folle che provavo per il suo bellissimo corpo. Nella vita, certe cose si capiscono troppo tardi. Ho messo in gioco tutta la mia generosità per farle sembrare la vita più bella di quello che in realtà poteva essere per lei, costretta a vivere in questo mondo di giocolieri di sentimenti. Un mondo troppo pericoloso per lei . L’ho sempre rispettata ed ho sempre cercato di proteggerla, ma non a costo della mia vita. Per questo adesso piango, perché non ho seguito fino alla fine la legge del “nonno Kuzja” del film “Educazione Siberiana” . Forse ho sbagliato. Spero tanto che stia bene.
Per sempre rimarranno le impronte dei nostri piedi sulla Luna e la canzone che ho scritto per lei, per Anna.
Scappa, Anna, scappa, non fermarti mai.